Ricerca

Mi sono laureato in Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania, il 28 novembre 1977, discutendo una tesi su L’evoluzione della filosofia in Sicilia dal 1830 al 1860, relatore il prof. Corrado Dollo.
Soddisfatti gli obblighi militari di leva, ho ripreso l’attività di ricerca e di formazione in Storia della filosofia e del pensiero scientifico, utilizzando le strutture della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania. In particolare ho seguito i corsi della cattedra di Storia della filosofia I, iniziando con il titolare della disciplina (prof. C. Dollo) un proficuo rapporto di collaborazione scientifica anche in progetti MURST e CNR.
Nel contempo ho proseguito a coltivare la mia formazione, partecipando nei gg. 6-11 giugno 1983 al corso di lezioni su La théorie mécanique et les expériences sur le mouvement de la Terre du XVII au XIX siècle tenuto dal prof. Pierre Costabel presso la Scuola Superiore in Napoli dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. La frequenza del suddetto Istituto mi ha permesso di vincere una borsa di studio sulla storia del pensiero politico meridionale messa a disposizione dalla Cassa per il Mezzogiorno. Grazie a questa borsa annuale, con decorrenza 1 giugno 1984, ho potuto iniziare ad approfondire la cultura filosofica e politica della Sicilia del Risorgimento, in particolare il pensiero e l’opera di Emerico Amari. Nel frattempo l’interesse per la storia del pensiero filosofico-scientifico mi aveva portato ad approfondire alcuni aspetti storici e concettuali dell’epistemologia francese del Novecento, entrando in contatto con il prof. Jean Ullmo dell’Ecole polytechnique, cui ho dedicato il saggio del 1983 Filosofia e storia della scienza in Jean Ullmo, ripreso e ampliato nell’introduzione storico-concettuale al volume L’epistemologia di Jean Ullmo (1993).
Nel convegno Il Meridione e le Scienze (secoli XVI-XIX), tenuto a Palermo nei gg. 14-16 maggio 1985, ho presentato i risultati di una ricerca in progress sulla storia del pensiero scientifico a Catania nella prima metà del sec. XIX, ricerca che mi ha consentito di ricostruire le vicende intellettuali di Carlo Gemmellaro, della prima diffusione in Sicilia delle nuove teorie geologico-vulcanologiche e delle teorie sull’evoluzione.
Nel contempo ho partecipato ai concorsi a cattedra per l’insegnamento di Filosofia, Scienze dell’educazione e Storia per gli Istituti Magistrali e i Licei banditi con D.M. del 4 settembre 1982 abilitandomi in ambedue le classi di concorso. Successivamente con bando del 29 dicembre 1984 ho vinto il concorso a cattedra per l’insegnamento di Filosofia negli Istituti Magistrali e nei Licei e con decorrenza giuridica 1 settembre 1987 ho optato per l’insegnamento negli Istituti Magistrali, ma collocandomi in congedo per motivi di studio perché ammesso dall’1 novembre 1986 alla frequenza dei corsi del Dottorato di ricerca in Storia (Storia moderna) con sede amministrativa l’Università di Catania, coordinatore prof. Giuseppe Giarrizzo, curriculum Storia del Mezzogiorno d’Italia (secc. XV-XVIII). Durante i corsi di Dottorato come tutor mi è stato assegnato il prof. Corrado Dollo con il quale ho preparato la tesi di dottorato Filosofia e politica della tradizione nella Sicilia del primo Settecento (Storia e Testi), che la commissione nazionale in sede di colloquio finale (Roma, 14 settembre 1990) ha valutato positivamente, proponendo al Ministro di concedermi il titolo di Dottore di ricerca, titolo che mi è stato rilasciato il 16 marzo 1991.
Ultimata la frequenza del Dottorato ho ripreso l’attività didattica a scuola, continuando le ricerche di storia della filosofia presso il Dipartimento di Scienze Storiche Antropologiche Geografiche dell’Università di Catania in qualità di Dottore di ricerca.
Il 29 agosto 1994, dopo aver vinto il concorso a un posto di ricercatore universitario (settore scientifico-disciplinare M08A – Storia della filosofia) bandito dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania, prendevo servizio e la Facoltà mi assegnava alla cattedra di Storia della filosofia.
Nel corso del triennio di prova ho ripreso le ricerche sviluppate nella tesi di dottorato di ricerca su Filosofia e politica della tradizione nella Sicilia del primo Settecento pubblicando i risultati in un saggio edito nell’“Archivio Storico per la Sicilia Orientale”, a. CXI, 1995, ff. I-III, pp. 35-141. In esso ho affrontato in particolare la diffusione della cultura muratoriana e dei primi motivi dell’Illuminismo nella Sicilia settecentesca attraverso lo studio di testi e fonti in gran parte non ancora studiati, almeno in una visione d’insieme e in riferimento alla cultura antiriformatrice.
L’interesse per il Settecento meridionale mi ha spinto a studiare G. A. De Cosmi, una delle figure centrali del processo riformatore nella Sicilia di fine secolo, soprattutto negli anni dell’assolutismo illuminato e della sua crisi successiva agli eventi della Rivoluzione francese. Il saggio (“A.S.S.O., LXXXVIII, 1992, ff. I-III, pp. 7-81) si occupa dell’uso che De Cosmi fa della catechesi giansenista di Pierre Nicole, un tema che gli studi su De Cosmi non avevano ancora pienamente colto e studiato.
Riprendendo l’edizione parziale del 1985-86 dell’inedito di Emerico Amari su Critica e storia di una scienza delle legislazioni comparate. Libro II: della storia, ho provveduto alla trascrizione completa del manoscritto e l’ho edita in volume con nuova introduzione presso la collana del “Centro di Studi per la Storia della Filosofia in Sicilia” diretta dal prof. Corrado Dollo (1996). Il manoscritto edito rappresenta la continuazione della Critica di una scienza delle legislazioni comparate pubblicata da Emerico Amari nel 1857 come vol. IV dei Saggi di filosofia civile della “Accademia di Filosofia Italica” di T. Mamiani, che l’autore ha lasciato incompleta e inedita per le vicende politiche del tempo e per ragioni esistenziali legate al dolore per la perdita dell’unico figlio. Dal manoscritto emergono nuovi elementi atti a definire più compiutamente la Scienza delle legislazioni comparate e la Filosofia della storia di E. Amari, in riferimento al dibattito ottocentesco sul vichismo e sull’eredità illuminista.
Eredità illuminista, diffusione dell’utilitarismo di Bentham e sviluppo del cattolicesimo liberale nell’Ottocento italiano sono i temi fondamentali del saggio su Utilitarismo e cattolicesimo in Vito D’Ondes Reggio pubblicato nel 1997.
Vichismo e nascita delle “scienze dell’umanità” costituiscono i nuclei fondamentali del saggio su Scienze dell’umanità e ideologia in Bendetto Castiglia edito nel 1997.
Ho raccolto in volume alcuni saggi prodotti negli anni Novanta con nuove introduzioni (Guida editori, 1999) con il titolo Dal riformismo muratoriano alle filosofie del Risorgimento. Contributi alla storia intellettuale della Sicilia.
Gli interessi per le vicende storico-filosofiche dell’età moderna mi hanno portato a studiare l’età cartesiana, volgendo l’attenzione a Pierre-Daniel Huet, che mi ha stimolato per le sue critiche a Cartesio e, soprattutto, per la particolarità del suo scetticismo fideistico in riferimento al razionalismo cartesiano e alla nascita della scienza moderna. La ricerca si è concretizzata nella traduzione, con introduzione, del Trattato filosofico sulla debolezza dello spirito umano di P.-D. Huet ma non è ancora esaurita e sarà oggetto di nuovi approfondimenti su Huet e sulle caratteristiche dello scetticismo sei-settecentesco.
Lo studio dell’epistemologia di J. Ullmo mi ha spinto ad appronfondire la filosofia francese contemporanea, fissando l’attenzione sulle svolte teoriche della fine dell’Ottocento e del primo Novecento. In particolare, ho iniziato a studiare Léon Brunschvicg, un autore sul quale la storiografia degli ultimi vent’anni non ha prodotto nulla di significativo. La ricerca, ancora in progress, mi ha permesso di fissare i primi risultati nel volume Introduzione alla filosofia di Léon Brunschvicg. Dall’idealismo critico alla filosofia della matematica, che, come emerge dal titolo, si occupa della produzione di Brunschvicg fino agli anni Venti; essa proseguirà in un secondo volume che completerà l’intera parabola intellettuale del filosofo francese. Nel volume edito non mi sono prefisso di formulare giudizi definitivi, anche se alcuni dati significativi, talvolta ignorati, mi sembrano fissati con rigore filologico e critico. Il volume offre una discussione storiografica che propone una ‘lettura’ aggiornata dell’idealismo critico, considerato fra l’altro che l’ultimo saggio significativo su Brunschvicg risale alla fine degli anni Sessanta.
Conseguita l’idoneità a professore universitario di seconda fascia (s.s.d. M-FIL/06 – Storia della Filosofia) presso l’Università della Calabria (Bando pubblicato G.U. 4a ser. spe. n. 75 del 29.09.1999 e Decreto Rettorale di conseguita idoneità n. 593 del 22.05.2000), il 3 luglio 2000 ho preso servizio in qualità di professore universitario di seconda fascia (s.s.d. M-FIL/06 – Storia della filosofia) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Catania (come da delibera del Consiglio di Facoltà n. 11 del 31 giugno 2000).
Nel corso degli ultimi due anni ho continuato le mie ricerche su Emerico Amari e su Léon Brunschvicg. Nel caso di Amari e della filosofia italiana del primo Ottocento ho approfondito temi e problemi soprattutto in riferimento alla ‘filosofia civile’ del primo Ottocento e della nascita delle scienze storico-sociale (nel caso specifico della sociologia del diritto). In particolare ho trascritto e studiato le prolusioni inedite di Amari lette ad inaugurazione dei corsi di Codice e procedura penale presso l’Università di Palermo negli anni immediatamente precedenti lo scoppio della rivoluzione del 1848-49.
Lo studio di Emerico Amari mi ha permesso di entrare in contatto con il prof. Erik Jayme dell’Università di Heidelberg, studioso dell’intellettuale siciliano ed esperto storico del pensiero giuridico. Con il prof. Jayme abbiamo elaborato il progetto di una riedizione con introduzione storico-concettuale e apparato critico-filologico dell’opera maggiore di Emerico Amari, Critica di una scienza delle legislazioni comparate, pubblicata a Genova nel 1857 e ristampata con i tipi della Regione Sicilia nel 1969 con introduzione di Vittorio Frosini. Il volume, che contiene l’inedito libro II: Della storia, è stato edito dall’editore Rubbettino nel 2005.
Il volume Filosofia civile e diritto comparato in Emerico Amari (Napoli, Guida, 2003), che riprende il precedente Storicismo e sociologia del diritto in Emerico Amari del 1997, costituisce il primo organico profilo di questo autore che sviluppa la sua fondazione della Sociologia del Diritto e della Filosofia della storia soprattutto sulla tradizione vichiana e sulle contemporanee teorie europee di tradizione illuminista e anti-idealista. Il forte richiamo a Romagnosi, ad es., è il segno della pressante esigenza di una fondazione positiva delle scienze sociali e del diritto comparato. Il saggio, inoltre, fa luce su alcuni aspetti significativi della cultura filosofica italiana del primo Ottocento, sottoponendo a verifica la letteratura che si è occupata di questi temi (in particolare G. Gentile). Avendo lavorato su materiali inediti, la ricerca presenta risultati nuovi su E. Amari e sulle vicende della filosofia italiana del primo Ottocento. Il volume contiene la prima edizione delle prolusioni inedite di Amari.
Continuo lo studio di L. Brunschvicg e della filosofia francese tra Otto e Novecento, e prevedo di pubblicare la seconda parte della monografia su Brunschvicg nel primo trimestre del 2007.
L’attenzione per la fondazione delle scienze storico-sociali nella cultura italiana mi ha portato ad indagare la fondazione delle Scienze dell’Umanità in Benedetto Castiglia; i risultati della ricerca sono in corso di stampa per i tipi dell’editore Rubettino.
Lo sfaldarsi del giusnaturalismo e dell’affermazione del metodo storico nella cultura filosofica-giuridica pre-unitaria sono oggetto del saggio su Giusnaturalismo e storia in Emerico Amari.
Le forme della razionalità scientifica e del loro costituirsi nello sviluppo storico costituiscono l’oggetto della ricerca su Razionalismo e storia in Léon Brunschvicg.
Conseguita l’idoneità a professore di prima fascia presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli Studi di Urbino, sono stato assunto in servizio in qualità di prof. Straordinario di Storia della Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania con decorrenza dall’1 febbraio 2005.
Dal 1995 faccio parte della segreteria redazionale dell’“Archivio Storico per la Sicilia Orientale” diretto dal prof. Giuseppe Giarrizzo.
Per l’editore Rubbettino dirigo la collana Seminari di Filosofia “Corrado Dollo”.